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È tutto qui, adesso

La pagina bianca mi fissa. Ho passato giorni a capire come far funzionare il tutto, l’impaginazione, la scelta dei colori, la creazione del logo… E ora? Come si riempie il primo foglio bianco? Beh, forse la scelta migliore sarebbe partire dall’inizio. Ma perché fare una scelta così tradizionale? Partiamo dalla fine.

C’è una cosa che ultimamente mi affascina in modo particolare: sono gli esseri umani nella loro parte più profonda, quella nascosta che non mostrano al mondo. Sono le ferite che ci contraddistinguono, ma sono anche gli occhi che brillano davanti all’immensità, qualsiasi cosa essa sia per noi.

ph. Annalisa Ortolani

È per questo che a settembre ho deciso di far nascere Vite fra le righe su Instagram. Volevo un posto che fosse un po’ come un abbraccio, uno di quelli a cui ti aggrappi quando hai bisogno di un aiuto per restare in piedi. Le parole hanno tutto il potere del mondo, fanno indissolubilmente parte della nostra vita. Sanno essere calde e accoglienti, ma possono essere anche ghiaccio nei polmoni. Se c’è una cosa che ho imparato, però, è che le parole esistono per essere usate. Che sia a voce, oppure scritte su un foglio, il loro posto è fuori, non dentro. Certo, vanno sapute utilizzare. Bisogna saperle scegliere con cura.

Nel mio caso, ho sempre preferito leggere quelle di altri, costruirmi un porto sicuro fatto di storie altrui. Perché alla fine le storie degli altri riflettono sempre un po’ la nostra, è anche per questo che ci piace tanto leggerle. Vite fra le righe nasce dalla necessità di raccontare tutte queste esistenze accumulate negli anni, tra tutte quelle pagine che ho letto per piacere e poi per formazione. E quindi anche la mia, e le vostre, che se ne stanno lì annidate tra le righe, e a volte le scorgiamo mentre stiamo leggendo. Ogni tanto è una sensazione piacevole, ritroviamo emozioni che pensavamo di aver dimenticato, magari ci sfugge pure un sorriso. Altre volte fa paura, ci imbattiamo in parole che credevamo non riguardarci e che invece, una volta lette, ci rimangono impresse nella carne come a ricordarci che fanno parte di noi.

La vita si nutre di libri e i libri si nutrono della vita.

Mi chiamo Annalisa e mi piace collezionare storie. Ma ancora di più, mi piace condividerle nella speranza che possano essere utili. Perché alla fine le storie sono tutto ciò che abbiamo. Tutto quello che abbiamo vissuto e tutto quello che ancora potremo vivere, fusi in questo singolo attimo della storia che stiamo vivendo.

È tutto qui, adesso.

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